A BIELES UN MONDIALE POCO AZZURRO
di Gabriele Gentili

Un weekend di grandi emozioni quello vissuto a Bieles per i Mondiali di ciclocross, un weekend molto sfortunato per la delegazione azzurra partita con grandi ambizioni ma tornata senza nulla in mano. Alla medaglia ci si è andati obiettivamente vicini, con Eva Lechner che con il 6° posto nella prova elite femminile ha ottenuto il miglior risultato per la spedizione italiana ma soprattutto con Gioele Bertolini che per gran parte della gara Under 23 sembra il maggior candidato alla conquista della seconda piazza dietro l'imprendibile olandese Nieuwenhuis, ma una foratura nel momento topico della gara, al quinto giro, lo mette fuori gioco relegandolo a un settimo posto carico d'amarezza.

Il Mondiale di Bieles ha detto molto, a cominciare dal fatto che le condizioni del terreno hanno giocato un ruolo decisivo. Il grande freddo della settimana aveva ghiacciato il terreno, ma il ghiaccio è andato sciogliendosi col passare dei corridori rendendo il fango molto scivoloso e causando una marea di forature, che hanno pesato molto sull'evoluzione delle prove, decidendo di fatto anche la sfida finale, quella più attesa nella prova Elite fra il detentore belga Wout Van Aert e l'olandese Matheiu Van Der Poel che aveva tentato la fuga iniziale venendo ripreso dal rivale a metà gara. Alla fine del quinto giro il tulipano è incorso nello stop che di fatto ha chiuso la sfida, con Van Aert che è volato verso la riconferma con 44" sul rivale e oltre 2 minuti sul connazionale Pauwels a dimostrazione della differenza di passo dei due campioni rispetto a tutti gli altri.

Dicevamo della Lechner, protagonista di una delle più belle prove dell'intero weekend, quella Elite femminile che tutti davano per già vinta dall'olandese Marianne Vos. In questo caso un salto di catena dell'olandese nel quinto giro ha rilanciato le ambizioni della belga Sanne Cant, capace nel testa a testa finale di beffare la Vos proprio nel suo terreno preferito, la volata, con l'esperta ceka Nash terza. La Lechner è stata protagonista nella prima parte tenendo il ritmo della Vos e andando addirittura a tirare, ma questo le è costato un surplus di energie scontato con un progressivo calo. Sfortunata invece la Arzuffi, caduta nel primo giro e feritasi al volto in maniera profonda e allarmante al primo riscontro, ma per fortuna non ha riportato gravi danni.

Ha destato sensazione la tripletta britannica fra gli junior, con Thomas Pidcock, già vincitore dell'ultima prova di Coppa del Mondo a Hoogerheide, nuovo campione del mondo mentre fra le Under 23 l'oro è andato all'olandese Annemarie Worst, già protagonista per tutta la stagione. Ora il ciclocross va a cedere il passo alla mountain bike fra le attività offroad: l'inizio della Coppa del Mondo a maggio consentirà a molti dei protagonisti sui prati di rifiatare prima di riprendere la preparazione su un mezzo tecnicamente molto diverso.