Email not displaying correctly? View it in your browser
RITORNA ALLA NEWSLETTER

UN MONDIALE DAL SAPORE AMARO

di Gabriele Gentili
Certe volte i freddi numeri nello sport non dicono tutto, anzi portano ad analisi fallaci. L’Italia torna dai Mondiali di mountain bike a Cairns a bocca asciutta e per una squadra che veniva etichettata alla vigilia come una delle più forti del nuovo millennio può sembrare una sconfitta, ma non è così perché i segnali arrivati dall’Australia sono stati positivi e quando torni a casa con ben quattro medaglie di legno, significa che la sfortuna ci ha messo qualcosa di più che uno zampino…
 
A rendere meno amaro il bilancio azzurro è il fatto che, salvo quello della Farina nella downhill elite (che pure è ancora molto giovane e in via di maturazione) gli altri quarti posti sono arrivati tutti dalla categoria junior, il che significa che a livello giovanile si sta lavorando bene. E’ importante, è stato detto più volte, che il lavoro si concretizzi al passaggio di categoria in modo che i risultati continuino ad arrivare, magari anche a medio termine. Significativo in tal senso l’esempio di Thomas Litscher, elvetico considerato un grande talento a livello giovanile ma del quale si erano un po’ perse le tracce e che a Cairns ha seriamente rischiato di vestire l’iride giocando un brutto scherzo al suo “capitano” Schurter.
E’ mancato l’acuto atteso nella prova Under 23, dove Bertolini si è visto sfilare in partenza tutte le sue speranze con una caduta che l’ha sprofondato in fondo alla classifica e Colledani sul quale di colpo sono cadute tutte le fatiche di una stagione comunque eccezionale. Una sconfitta sulla quale riflettere per imparare e farne tesoro nella prossima stagione.
Il Mondiale australiano è stato dominato dalla Svizzera che torna a casa con quattro titoli ma che soprattutto ha dominato l’ultima giornata del cross country, quella più importante conquistando tre titoli su tre. La forza del movimento rossocrociato è in continua evoluzione e ormai ha spazzato via la concorrenza, potendo contare su fuoriclasse assoluti. Alla vigilia pochissimi avrebbero scommesso un dollaro sulla sconfitta di Schurter e il campione della Scott-Sram ha confermato il pronostico completando una stagione eccezionale, che avrebbe potuto essere ineguagliabile se avesse voluto mettersi alla prova anche agli Europei, poi disertati proprio pensando al finale di stagione. A Cairns lo svizzero ha faticato più del previsto perché in Australia si è presentato al meglio il suo grande rivale Jaroslav Kuhlavy, il ceko tornato al livello dell’oro olimpico 2012, sconfitto solamente nel finale con Schurter (sopra nella foto) che saggiamente ha preferito evitare la volata che avrebbe potuto avere un esito sfavorevole.
 
Chi ha impressionato è stata Jolanda Neff (sotto nella foto): nella gara iridata la bionda elvetica ha messo tutta la rabbia accumulata in oltre un anno passato fra qualche vittoria e cocenti delusioni a cominciare da quella olimpica.
La svizzera non si è nascosta dietro l’infortunio occorsole prima degli Europei (e molti dovrebbero prenderla ad esempio per questo) ma ha lavorato per l’appuntamento iridato dove ha stracciato la concorrenza segnando il miglior tempo sul giro ad ogni tornata chiudendo con un distacco abissale sulle avversarie, quasi 3 minuti sulla seconda, la britannica Annie Last che riporta la scuola inglese ai livelli della mitica Alexander di vent’anni fa.
Terza un’altra campionessa ritrovata, la francese Pauline Ferrand Prevot che come la Neff ha capito che la convivenza Mtb-strada ha alti costi da pagare.
 
Il prossimo anno i Mondiali si svolgeranno in Svizzera e questo riporta alla mente quanto avvenne nel biennio 1996-97: anche allora si gareggiò a Cairns il primo anno con l’Italia che conquistò un bronzo con Pallhuber (solo postumo per la squalifica di Chiotti), ma l’anno dopo a Chateahu d’Oex fu un tripudio azzurro nel cross country. Incrociamo le dita perché le possibilità ci sono…
Credito foto: scott-sports.com - archivio_FCI - UCI MTB Michal Cervený
Credito foto homepage: scott-sports.com