Email not displaying correctly? View it in your browser
RITORNA ALLA NEWSLETTER

UN "URRAH" AZZURRO ATTESO 5 ANNI

di Gabriele Gentili
Albstadt per i tedeschi è il tempio della Mtb, che ha preso il posto di Sankt Wendel, città centro dell’Europa delle ruote grasse sul finire del secolo scorso. La tappa tedesca di Coppa del Mondo ha confermato alcuni verdetti della settimana prima a Nove Mesto, ma ha anche messo in mostra alcuni elementi che si candidano a recitare un ruolo importante in questa stagione postolimpica e il fatto che fra questi ci sia anche un azzurro è estremamente positivo. Dopo 5 anni di astinenza, Nadir Colledani ha riportato il vessillo italiano in cima alla Coppa con una vittoria imperiosa, dando scacco matto a tutti coloro che erano indicati come i leader di categoria a cominciare dal norvegese Fagerhaug, primo una settimana fa e che è stato staccato di forza dall’alfiere della Torpado Gabogas. La gara avrebbe potuto assumere i contorni del trionfo epico, solo un pizzico di fortuna in più ha impedito infatti a Gioele Bertolini di condividere il podio con Colledani e i due azzurri sono ora vicini alla leadership di classifica generale, ma sono soprattutto consci di poter recitare un ruolo importante nelle gare che verranno, soprattutto quelle titolate. (nella foto l’arrivo vittorioso di Colledani)
La domenica di Coppa si è poi rivelata molto sfortunata per i colori italiani che pure hanno mostrato di sapersela giocare alla pari con i più forti. Per la prima volta infatti Marco Aurelio Fontana e Luca Braidot hanno viaggiato a un passo dal podio e solo la sfortuna sotto forma di un guasto all’impianto elettrico per il Prorider e problemi digestivi per il carabiniere hanno impedito loro di concretizzare una gara comunque molto brillante. Gara che al di là della quasi scontata vittoria di Schurter che bissa il successo di Nove Mesto (e di Albstadt 2016) ha evidenziato l’enorme talento dell’olandese Mathieu Van der Poel, unico in grado di tenere testa all’olimpionico. Se il campione del ciclocross deciderà di privilegiare la Mtb alla strada (ed è possibile visto che il suo obiettivo sono le Olimpiadi) ne vedremo delle belle anche negli anni futuri. Dalla gara tedesca escono promossi anche il neozelandese Anton Cooper, terzo e rilanciato dal passaggio alla Trek e il nostro Mirko Tabacchi (Carabinieri) che zitto zitto ha colto il suo miglior risultato in carriera con il 13° posto su un percorso che esaltava le sue qualità.
 
Era facile presumere alla vigilia che la gara femminile avrebbe rivoluzionato le gerarchie della prima prova di Coppa e così è stato, tanto che la vincitrice di Nove Mesto, la danese Annika Langvad non ha centrato neanche la Top 10, anche a causa di problemi meccanici. La prova è stata un susseguirsi di emozioni, alla fine è emersa dopo una rimonta imperiosa l’ucraina Yana Belomoyna, alla sua prima vittoria fra le Elite, che ha rovinato la festa alla Kross, il team polacco che ha piazzato la Wloszczowska e la svizzera Neff alle spalle della portacolori della Sands American Eagle. E’ chiaro che in ambito femminile non c’è una padrona assoluta ed è un peccato che questa fase coincida con uno dei momenti più bui del movimento italiano, con la Lechner in crisi infinita e anche la Rabensteiner che non sta tenendo fede alle premesse della sua carriera giovanile.
 
Detto della gara U23 femminile vinta dalla talentuosa britannica Richards con le azzurre Berta e Marchet decima e undicesima e del bel terzo posto di Edoardo Xillo nella gara junior di contorno, ora si torna a lavorare, la Coppa di cross country tornerà a inizio luglio con una seconda fase europea, fra Andorra e Lenzerheide in Svizzera. C’è ancora tempo e spazio per rifarsi.